Critica

Snjezana Rusmir con le sue opere ci rivela e ci mostra, artisticamente parlando, il mondo parallelo della natura immaginaria, nel quale si muove da sola, alla ricerca di sè. Ovunque intorno a lei lussureggiano motivi di unione molto intimi, tra la flora e la fauna, e, dentro questo mondo, l’artista dirige il suo tratto verso un’infanzia piena di nostalgia. La tavolozza diventa come un bambino, puro ed innocente, coniugando i colori primari dominanti con i secondari a completare la visione. Nelle sue opere torna indietro negli anni, alla ricerca di un’identità passata, indicando un significato ed un motivo dettato dal suo intimo subconscio. «NOLI ME TANGERE» sembra suggerire il meccanismo di difesa architettato dalla natura mentre il subconscio offre forme di persuasione. In tutte le sue opere l’artista lascia la sua firma autobiografica comunicando multipli stati mentali e spirituali, dall’acme della vita al suo stesso senso di insensatezza. I quadri riescono a trasmettere musicalità, alternando i toni delicati e lievi delle linee sottili, ad improvvisi climax in scala maggiore con linee nettamente più marcate. L’artista controlla quindi questo turbine, dando valori armonici ai colori e ritmi alle linee.

Siamo di fronte ad un’artista di scuola Accademica, educata e molto colta, che vuole mostrare allo spettatore il suo mondo intimo, come se fosse un’esperienza estetica e musicale, attraverso la quale si apre la conoscenza di un atto artistico articolato.

‘Solo chi tiene aperti gli occhi dell’anima, vedrà la completezza del tutto.’

Ljubo Gajic
Pittore Accademico e professore presso la Facoltà di Filosofia di Banja Luka